PARTIREMO A BREVE

DI NELLO BALZANO

Sono fondamentali le riflessioni politiche e sociologiche che appariranno su queste pagine, ci danno molti spunti per comprendere meglio i mutamenti degli ultimi decenni della nostra storia, ma potremmo dire di aver raggiunto il vero scopo di Officine Putilov, quando saremo riusciti a costruire una rete di incontri tra i protagonisti del mondo del lavoro futuro, non saranno possessori di caratteristiche particolari, semplicemente saranno coloro che credono in ciò che fanno e si vorranno battere perchè nulla vada perduto.
Non avremmo la pretesa di essere un riferimento nazionale, ma ci impegneremo sul nostro territorio, la Liguria, un obiettivo importante, un contesto difficile, la regione del nord Italia con l’età media più elevata e la disoccupazione più elevata tra le regioni del nord, un tempo orgoglioso vertice con Genova del triangolo industriale insieme a Torino e Milano, il privilegio di affacciarsi sul mare e rappresentare, insieme principalmente alle province di Savona e La Spezia un fondamentale centro produttivo e di lavorazione delle materie prime, siderurgia e chimica principalmente.
Ma non possiamo dimenticare le peculiarità artigianali che ci hanno contraddistinto anche fuori dall’Italia, rimanendo nella nostra piccola provincia di Savona, pensiamo , ad esempio, ai laboratori della ceramica albissolese, alla lavorazione del vetro di Altare e tante altre attività che rischiano di scomparire, se non si riesce a valorizzare la loro importanza in termini economici e di tradizione.
Non dobbiamo altresì trascurare ciò che negli anni ’80 rappresentava in termini di formazione scolastica, quasi 200 periti industriali all’anno che si diplomavano nell’ITIS di Savona, con grandi possibiità di sbocco sul territorio, sia che si decidesse di affrontare direttamente il mondo del lavoro, che frequentare le qualificate facoltà di ingegneria dell’Università genovese, senza voler sottovalutare le altre tipologie di studio superiore.
Negli ultimi anni tutto è cambiato, il lento impoverimento del tessuto industriale ha forzato una riconversione difficile in un territorio morfologicamente unico in Italia, territori come quello di Vado Ligure e la Valbormida un tempo garantivano enormi possibilità occupazionali, le mutate condizioni economiche, ma anche una maggiore attenzione alle compatibilità ambientali hanno stravolto un’idea di futuro per molti inimagginabile, non si è assistito ad un’auspicabile riconversione, ma ad una lenta ed inesorabile cancellazione di migliaia di posti di lavoro, anche le attività portuali hanno perso l’importanza strategica di un tempo, contro la forte concorrenza dei porti del nord Europa, favoriti da infrastrutture economicamente più vantaggiose anche in termini di capacità di traffico, siano esse su gomma che ferroviarie, opere impossibili da realizzare per noi, per le enormi risorse economiche necessarie, ma soprattutto per il gravoso impatto ambientale che ne conseguirebbe.
Ragionare in questi termini con le giovani generazioni diventa quindi un’impresa impossibile, nati quando il mondo è cambiato e chi come noi ha vissuto queste modificazioni ancora non riesce a farsene una ragione, nello stesso tempo lasciarli andar via o non dar loro la possibilità di mettere a frutto le loro potenzialità sarebbe un’ingiustizia intollerabile.
E’ fondamentale quindi impegnarsi tutti alla ricerca di soluzioni possibili e razionali, questo piccolo gruppo vuole quindi contribuire a far sì che, insieme ad altri, si realizzi tutto ciò, diventeremo quindi promotori di confronti, di ricerca di spazi di dibattito, le nostre esperienze saranno piccoli contributi alla pari di tanti altri, l’impegno di far crescere una classe dirigente capace di affrontare tutte le nuove sfide che si presenteranno sarà al primo posto, la creazione anche di un solo posto di lavoro sarà una conquista da non minimizzare.
Non possiamo sentirci condannati ad un consumismo senza una logica, mirato allo sviluppo di una mano d’opera sempre più dequalificata ed umiliante, non è l’acquisto dell’ultimo prodotto tecnologico a basso costo che ci deve far sentire più ricchi ed emancipati, lo spreco di materie prime e l’inquinamento ambientale sono priorità, la manutenzione il riciclo sostenibile diventano quindi fondamentali, ma soprattutto creano presupposti occupazionali con possibili importanti sviluppi, le nostre piccole province possono quindi trovare una loro dimensione, anche in considerazione delle potenzialità date da nuovi impulsi alla ricerca, dirottare quindi risorse economiche in quella direzione diventa un’operazione da prendere seriamente in considerazione.
Non abbiamo bisogno di grandi multinazionali che fanno man bassa delle nostre attività, solo per mere logiche di mercato ed opportunità messe a disposizione da una sterile logica di governo nazionale di attrarre capitali dall’estero senza sviluppi chiari a breve termine, occorre sensibilizzare tutti coloro inseriti nel tessuto economico imprenditoriale e le parti sociali interessate ad un incontro che miri ad una crescita reale, ma soprattutto che valorizzi ogni minima peculiarità che ci appartiene.
Non sarà semplice, ma dobbiamo provarci con tutte le nostre forze senza abbandonarci a contrapposizioni ideologiche, ma senza sottovalutare i diritti fondamentali di ogni persona, noi ci siamo e saremo soddisfatti quando i nostri nomi, le nostre umili personalità saranno mischiate al fianco delle tante che vorranno unirsi.